mercoledì 18 giugno 2008

Rapporto Ecomafia: sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta poco meno di 2.000 metri.

di Maria de Chiara

Presentato il nuovo Rapporto Ecomafia 2008, l’annuale dossier di Legambiente sulla criminalità ambientale, con una conferenza stampa tenutasi nella sede nazionale di Legambiente in via Salaria a Roma. Alla presenza dei giornalisti e ad introdurre i dati del nuovo rapporto Vittorio Cogliati Dezza, il presidente dell’associazione del cigno verde, Enrico Fontana, responsabile Osservatorio nazionale ambiente e legalità di Legambiente, Paolo Russo, presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, Ermete Realacci, ministro dell’Ambiente del governo ombra del PD.

Il messaggio del governo
Assente il neo ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo di cui è stato letto un messaggio, dove si sottolineava la volontà del governo di far fronte all’emergenza che ha colpito la Campania. La Prestigiacomo si augura “che il prossimo anno il rapporto Ecomafia sia meno corposo” rimarcando la “necessità di una primavera di legalità in tutto il paese”. Il bilancio dell’anno appena trascorso, descritto nel Rapporto Ecomafia di Legambiente, è di 83 reati contro l’ambiente al giorno: oltre 3 reati all’ora. Spariscono nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta poco meno di 2.000 metri.

Dalla Campania al Veneto
La Campania si conferma stabilmente al primo posto nella classifica dell’illegalità ambientale, seguita dalla Calabria, in queste due regioni si concentra il 30% degli illeciti registrati in tutta Italia. Il dato che più di tutti fa riflettere è il balzo in avanti del Veneto al secondo posto (era sesto lo scorso anno), confermando lo spostamento verso nord del baricentro di questi traffici, non solo come zona di procacciamento degli scarti industriali smaltiti illegalmente nelle regioni centrali e meridionali d’Italia ma anche come sito finale. Diminuiscono i fatturati dell’ecomafia indicando una netta inversione di tendenza, riguardo sia il giro d’affari legato alla gestione illecita dei rifiuti, sia all’abusivismo edilizio. Quest’importante elemento evidenziato dal presidente Dezza è dovuto all’efficienza dell’attività di prevenzione e repressione messa in campo dalle forze dell’ordine, in particolare dal comando tutela ambiente dei Carabinieri e dal Corpo forestale. La Legambiente come anche Ermete Realacci si augurano che a breve possa essere approvato il disegno di legge che introduca nel Codice Penale i delitti contro l’ambiente in modo da fronteggiare i tanti reati legati proprio al fenomeno delle ecomafie.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Il neo-ministro Prestigiacomo non tenta nemmeno di fingere che le interessi qualcos'altro oltre al Ponte sullo stretto e alle sue acciaierie siciliane (ma...sarà mica...nooooo!).
E finalmente l'immondizia arriva anche in Veneto...e ciò non può che farci immensamente piacere!

R.P.

procacciatore d'affari ha detto...

molto interesante!