mercoledì 12 dicembre 2007

Dalla cosa rossa nasce la Sinistra Arcobaleno

di Salvatore Scirè

Il 9 dicembre,la sinistra radicale è finalmente unita e la vera identità della aliena “Cosa” non è Rossa, bensì Arcobaleno: “La Sinistra e L’Arcobaleno” è il nome della nuova federazione di Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica, Comunisti Italiani e Verdi.
I problemi simbolici relativi alla pertinenza della falce e il martello come icone della coalizione sembrano superati dopo l’appello di Ingrao: “Unitevi!”. Il saggio della storia politica italiana sembra mettere momentaneamente d’accordo tutticon le sue parole.

Insieme per governare

Oltre ai temi fondamentali a cuore della Sinistra delle Riforme, il precariato e la questione “morti bianche”, per Diliberto sarà importante nascere per governare, rimarcando l’obiettivo della parità istituzionale fra uomini e donne, Pecoraio Scanio,dopo aver scongiurato la questione falce e martello, indirizza come problema focale l’ampliamento della base americana di Vicenza, oltre ad indicare il PD come principale antagonista da combattere.
Il governatore della Puglia Nichi Vendola, invece, accende le speranze della Nuova Fiera di Roma ricordando Pasolini: “Nel parto c’e il dolore, ma anche la gioia per una nascita” ; ma è Fausto Bertinotti che dopo le arrendevoli dichiarazioni choc della scorsa settimana, invoca il coraggio…: “Per imparare a nuotare bisogna buttarsi in acqua”.
La nuova federazione eco-proletaria ha superato solo la prima prova: i partiti radicali hanno rinunciato alla loro icona storica mentre il Manifesto è pronto a rinunciare alla sua credenziale di quotidiano comunista. La politica è cambiata nuovamente e sia Bertinotti che Diliberto forse hanno capito che il mare nel quale “buttarsi non deve essere necessariamente Rosso,ma anche Arcobaleno".

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