martedì 22 luglio 2008

La Festa dell'Unità di Roma: viaggio in un quadro confuso


di Gianni Galleri


Sono stato alla Festa dell'Unità di Roma, e sento di dover condividere un po' di impressioni, raccontare alcune cose che mi hanno riflettere. Già dopo pochi passi, lasciate alle spalle le Terme di Caracalla e passato il grande ingresso, la sensazione che si ha entrando fra gli stand è di spaesamento, di caos semantico e cromatico. Di rosso non c’è traccia, vedere la scritta festa de L’Unità su sfondo verde dà un po’ fastidio. Io toscano abituato alle piccole feste dell'Unità, fatte di tortelli e dibattiti e vino rosso, rimango colpito dai grandi cartelloni che ogni dieci metri mostrano una ragazza appena sveglia che viene salutata con un "CIAO, BELLA".


La bella addormentata nell'URSS


Mi sembra che il messaggio sia un molto più complesso di quello che si può pensare ad una prima lettura. La bella ragazza si sveglia dal passato. Il sonno, che rappresenta il “prima”, viene contrapposto alla veglia, all’adesso. La ragazza con le braccia stese va verso destra e non credo sia un caso. Lo slogan ha almeno due valori connotativi: sicuramente c’è la parafrasi della canzone partigiana Bella Ciao, ma non solo. Innanzitutto è uno slang giovanile, che tende a segnare sia il buongiorno: “finalmente ti sei svegliata”, sia il saluto di commiato, quando qualcuno se ne va, segnando così una chiusura con ciò che c’era prima. Si prosegue nell’idea della resistenza (la canzone), ma si chiude anche il vecchio ciclo, segnato dal rosso che non si ritrova più se non dietro la “D” del simbolo PD.

Guevara e Seagal

Sotto le grandi colonne con la ragazza ci sono poi gli stand. E arriva la parte più conflittuale e curiosa. Lo spaesamento si palesa nella confusione, nel mercato mischiato con la politica (poca) che c'è fra i diversi banchetti. La libreria vende Lenin e Gramsci (18€, scritto a lapis), accanto c’è il banchetto ufficiale della materiale della ASRoma. Cammino un altro po' e mi trovo accanto a uno stand di dischi dove campeggiano una ventina di foto di Ernesto "Che" Guevara. Niente di male, fa sempre bene, direte voi. No dico io, se fra una foto e l'altra c'è Steven Seagal, attorucolo dei B-movie americani. Questa confusione semantica crea disagio e banalizza le storie. Non faccio in tempo a fare venti metri che arrivo al banchetto dell'America Latina. Bandiere di Cuba come non mai. Vuoi vedere, dico a Serena che mi accompagna, che qualcosa di buono c'è? Solidarietà con il nuovo corso dell’Sud del Mondo. E invece devo ancora ricredermi, accanto alla bandiera di Cuba, c'è, sì quella del Venezuela, ma anche quella della Giamaica, e accanto alla foto del Che c'è quella di Bob Marley, come a mischiare e a rendere icone uguali questi due grandi personaggi, che fra sé hanno davvero poco a che spartire. C’è anche il banchetto dell’Einaudi, vendono libri. Faccio due conti, Einaudi è di Mondadori, Mondadori è di Berlusconi, Berlusconi è l’avversario del PD. Qualcosa non mi torna. I ragazzi dell'UNHCR, l’agenzia dell’ONU per i rifugiati, chiedono sottoscrizioni. La guerra in Afghanistan causa centinaia di migliaia di profughi e il PD la appoggia. Ma, se ragionassero così, mi dicono, non dovrebbe stare da nessuna parte in Italia. Forse erano meglio i tortelli e il vino rosso.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Con questo tuo bellissimo articolo, non hai fatto altro che mettere in risalto l'assenza della sinistra, quella vera! Ebbene! anche io rimpiango le mie feste dell'unità, a Futani, il mio piccolo paese del Cilento, dove per tre giorni, con le note degli Intillimani e con il prfumo della Paella, si stava insieme, e tra un sorso di vino rosso e l'altro, si tiravano fuori idee e nascevano dei dibattiti costruttivi che, anche se in questo momento di crisi profonda della sinistra, hanno permesso che la sezione di rifondazione (ex P.C.I.), non venise contaminata da querce e margherite. Bè! sappiamo che di rimpianti non si vive, quindi caliamo un velo pietoso su Caracalla e "su la testa"....Grazie gianni e complimenti!
Biancarosa

Anonimo ha detto...

Per non parlare del fatto che un manifesto pre-elettorale di forza italia recitava: "Italia, forza" e più sotto campeggiava la scritta "Non preoccuparti, hai letto bene".. questo slogan del PD "Ciao, Bella" mi sembra un pò la stessa cosa.. D'altronde ormai lo sanno tutti che la differenza tra il PDL e il PD è appunto una L.

Stefano Magni ha detto...

Finalmente qualcuno che parla di questo scempio! L'analisi della "lingua" dell'immagine della ragazza è convincente. Ma mi sembra ci sia ancora di più. Si calpestano valori come fossero cartaccia. Tanti nel PD ripudiano, con un atteggiamento odioso da "damnatio memoriae", la propria storia, e lo fanno con ambiguità, rabbia e fretta. Reputo che il loro atteggiamento sia puerile, quanto sospettoso: la cosa che mi rallegra è che non governeranno MAI con il mio voto.
Io ho 25 anni, amo il "nuovo" e voglio cambiamenti: ogni generazione rompe necessariamente con qualcosa. Non mi reputo tecnicamente un "comunista", ma sono "pesantemente" di sinistra. Vi posso assicurare di essere rimasto fastidiosamente offeso da questo manifesto, come persona di sinistra, che condivide con altri giovani come me, comunisti e non, valori che reputa non sindacabili. Se prima il mio rispetto per il PD, che chiamerei ormai propriamente DC, era 05/100, ora è 03/100. Si accettano scommesse a quando arriveranno a 00.

Anonimo ha detto...

Bè! Stefano, io non ho mai rispettato il PD e non ci ho mai creduto, quindi credo di aver raggiunto quel 00/100.....E per non fare ulteriore confusione dico: "Bella Ciao" (che è meglio)...
Biancarosa

Anonimo ha detto...

Grazie Biancarosa per i complimenti che mi fai. Sono d'accordo con te Stefano. Io non sono del PD, ma francamente credo che a prescindere dalla fede politica, la chiarezza e la pulizia intellettuale sia richiesta a chiunque. Quindi o Siegel o Guevara, o Cuba o Jamaica. NO?