lunedì 17 novembre 2008

La natura dell’Onda in ciò che non viene raccontato. Cronaca di dettagli e analisi di un movimento


di Simone Conte

“Ragà qualcuno che fa il cordone, dai su”. Chi ha partecipato ad una delle manifestazioni che da più di un mese a questa parte contestano il Decreto Gelmini, ha sentito questa frase. Il cordone serve a tenere insieme il corteo, ad evitare allo stesso tempo infiltrazioni sgradite e fuoriuscite di gruppi più o meno nutriti dal percorso predefinito. Il cordone è semplicemente una catena umana di persone che si tengono per mano, ma è uno dei simboli dello spirito dell’Onda. Perché darsi un servizio d’ordine significa essere assolutamente determinati a perseguire l’obiettivo che ci si è dati, che è quello di far passare un messaggio ed uno solo: noi non siamo d’accordo. Ma dato che i media non vedono l’ora di parlare d’altro, un po’ perché gli scontri fanno più audience e un po’ perché così giornalisti pigri e venuti su a pane e comunicati stampa, non devono studiarsi il testo della legge 133, l’Onda si è organizzata per non farsi fregare. E allora anche se poi nessuno ha voglia di farlo, perché a fare cordone dopo un po’ ti fanno male le braccia, non puoi fumare una sigaretta, e in caso di pericolo sei il primo che ce le prende, a turno lo fanno più o meno tutti.
Questo i tg non lo raccontano. Come non raccontano che se a qualcuno viene in mente di avvicinarsi ai muri con le bombolette il corteo lo subissa di fischi e gli grida di non farlo, o se qualcuno accende un fumogeno e lo butta in cassonetto, subito arrivano due o tre persone con le bottiglie d’acqua per spegnerlo, e poi è meglio che chi ci ha provato si dilegui se non vuole prendersi uno schiaffo. Ma l’immagine più bella, che ho visto per la prima volta davanti al Ministero della Pubblica Istruzione, e di nuovo venerdì scorso dietro Piazza Monte Citorio (si, si scrive staccato, non fate i saputelli che poi rischiate la figuraccia) è stata quella di un cordone di studenti schierato davanti alla polizia, ma per proteggerla. Per evitare che la stupidità di pochi mettesse in ombra il buonsenso di tutti, vanificando la costanza, la determinazione e il senso di responsabilità che stanno caratterizzando la protesta.

Questo movimento non è il nuovo sessantotto, come qualcuno troppo frettolosamente ha voluto etichettare, nessuno chiede il voto politico, si chiedono chiarezza, programmazione a lungo termine, risorse. Ed è bene fare una distinzione, quest’Onda non è apolitica, ma apartitica. Perché fare quello che stanno facendo centinaia di migliaia di ragazzi in tutto il Paese è politica allo stato puro, portare avanti una linea concreta e mirata ad avversare una serie di problematiche connesse tra loro e determinate dall’attuazione di provvedimenti economici ben delineati, sacrificare il proprio tempo libero, farsi venire il mal di schiena a forza di dormire sul pavimento, farsi 10 ore di treno per essere in piazza, ed esserci senza nessuna bandiera, questa è politica. E la politica dei partiti, invece di offendersi quando i cortei gridano “Noi non siamo rappresentati”, dovrebbe chiedersi il perché.

Questo movimento sta colmando un vuoto, e lo sta facendo partendo dal basso, senza le pretese rivoluzionarie del direttismo di Grillo. Qui si mira ad obiettivi ben precisi, e lo si fa in prima persona perché nessuno tra chi viene pagato per farlo si è reso portatore di questo messaggio. Nel momento in cui nessuno si è fatto carico delle istanze di un gruppo di persone, queste hanno deciso di fare da sole. Lo ripeto, questa è politica, in una delle sue forme più alte, perché scevra del carico di ideologie, populismi, demagogie, affarismi e connivenze della Politica che si è arrogata il diritto della P maiuscola.

Per approfondire:
Uniriot

8 commenti:

Anonimo ha detto...

caro simone, che dire per l'ennessima volta grazie per tutto quello che c racconti, soprattutto per me che non ho potuto prendere parte a queste manifestazioni.
Roberto Scalia

Simone Conte ha detto...

Grazie a te. E' soprattutto per chi non può esserci che cerco di raccontare quello che vedo.

samie ha detto...

Grazie ragazzi per quello che siete e per ciò che fate. Vi hanno dipinto come una generazione di bamboccioni o di fighetti e state dimostrando che siete persone capaci di esprimere il dissenso e dare corpo ad una protesta epocale. peccato non ci sia una contraparte capace di ascoltare!

Anonimo ha detto...

avete risvegliato questo paese da troppo tempo addormentato.

Anonimo ha detto...

Cari colleghi di contemporaneità, posso esprimere un dissenso nel dissenso? Non volendo nulla togliere all'eroismo di questi miei coetanei, di questo popolo che si sveglia dal "torpore" in determinate circostanze che, non prendetevela, dubito non siano direzionate politicamente, vorrei approfondire una riflessione. Non coloratemi dopo quello che scriverò. Guardando quello che è successo in questi giorni principalmente attraverso gli occhi dei tg nazionali non posso fare a meno di ritrovarmi assolutamente d'accordo con il movimento studentesco, non posso che essere contrario alla riforma del governo e non posso che ridere in faccia a chi continua a sostenere che non sia in corso un tentativo di infangare una volontà chiara degli studenti di esprimere dissenso. Detto questo aggiungo: in teoria. Solo in teoria. Perchè poi succede che il preside del mio corso di laurea e un altro egregio professore (entrambi molto affermati ed entrambi autocertificanti la proprie idee di sinistra) calpestino la mia dignità raccomandando davanti ai miei occhi due miei colleghi studenti per una fesseria, per uno stupido tirocinio. Aggiungo soltanto che tutte e quattro le persone in questione sarebbero in prima fila nelle manifestazioni di questi giorni, e forse ci sono anche state, anzi togliete il forse. Ora,visto che tutta l'Italia ragiona ancora tramite il bianco e il nero mi faccio monocromaticamente anch'io una domanda: scelgo di credere alle ipocrisie dei miei colleghi e appoggio queste false idee di sinistra democratica (c'è chi dopo duecento anni le classifica ancora sotto la voce "comunismo"), lascio che la dittatura in cui siamo faccia il suo corso benedicendo questa stupida riforma... e che i miei suddetti colleghi la prendano sonoramente in quel posto, o impazzisco denunciando lo schifoso qualunquismo e le buone parole di cui vi riempite la bocca tutti quanti? Così facendo, naturalmente, dovrò scegliere i miei valori cristiani e di uguaglianza sociale isolandomi dalla "cristianità" della mia stessa "società democratica". Potrei scegliere questa terza opzione sì, è quella per cui sono più favorevole, allora dovrei denunciare l'ipocrisia di tutti gli studenti, di voi pseudogiornalisti e pseudolettori, della politica tutta, del governo ecc.
Ho dimenticato una quarta soluzione possibile, che poi è quella che alla fine della storia io ho scelto: rimango in silenzio, quel silenzio che molti di voi non conoscono, mi prendo le mie responsabilità e smetto di essere un uomo qualunque come voi. Ecco come il nostro glorioso bel Paese di menti illuminate costringe a vivere un uomo libero che crede "DAVVERO" nel bisogno di un'uguaglianza tra gli uomini. Buona continuazione, buona protesta e buona scrittura.

Firma dell'inculato.

Anonimo ha detto...

Cari colleghi di contemporaneità [quanto ci piace usare espressioni senza senso], posso esprimere un dissenso nel dissenso? Non volendo nulla togliere all'eroismo di questi miei coetanei, di questo popolo che si sveglia dal "torpore" in determinate circostanze che, non prendetevela, dubito non siano direzionate politicamente [sono ovviamente direzionate politicamente, se solo tu conoscessi l'uso dei termini, capiresti una protesta contro una legge o è politica o non è. Forse ti confondi con le cene del Rotary], vorrei approfondire una riflessione. Non coloratemi dopo quello che scriverò [paura di essere riconosciuto per quello che sei? meglio colorati che trasparenti]. Guardando quello che è successo in questi giorni principalmente attraverso gli occhi dei tg nazionali non posso fare a meno di ritrovarmi assolutamente d'accordo con il movimento studentesco, non posso che essere contrario alla riforma del governo e non posso che ridere in faccia a chi continua a sostenere che non sia in corso un tentativo di infangare una volontà chiara degli studenti di esprimere dissenso [vedo che entri nel merito della protesta! non è il diritto di manifestare dissenso il punto nodale ma quello di opporsi ad una legge liberticida e antidemocratica]. Detto questo aggiungo: in teoria. Solo in teoria. Perchè poi succede che il preside del mio corso di laurea e un altro egregio professore (entrambi molto affermati ed entrambi autocertificanti la proprie idee di sinistra) calpestino la mia dignità raccomandando davanti ai miei occhi due miei colleghi studenti per una fesseria, per uno stupido tirocinio [quindi la protesta in toto è falsata? che voli pindarici]. Aggiungo soltanto che tutte e quattro le persone in questione sarebbero in prima fila nelle manifestazioni di questi giorni, e forse ci sono anche state, anzi togliete il forse [bella costruzione della frase, ma che c'entra? o forse stai portando avanti, senza colorarti, ovviamente, la posizione di AU dove si riporta la collusione fra Baroni e studenti? no sai perché fra le righe si legge così, ma tu non sei pilotato vero?]. Ora,visto che tutta l'Italia ragiona ancora tramite il bianco e il nero mi faccio monocromaticamente anch'io una domanda: scelgo di credere alle ipocrisie dei miei colleghi [se tu ti fossi mai sporcato le mani a seguire questo movimento vedresti che c'è ben poco di ipocrita ma ci sono ragazzi, che senza rinunciare a studiare e lavorare si fanno il culo dalla mattina alla sera, ma forse AU non ti permette di partecipare] e appoggio queste false idee di sinistra democratica (c'è chi dopo duecento anni le classifica ancora sotto la voce "comunismo"[200 anni? ma come li prendi i tempi tu? o sono 150 o neanche 100, dipende quale punto di partenza prendi, ma probabilmente anche qui ci riempiamo la bocca dei soliti luoghi comuni, perché se tu fossi mai entrato nel movimento capiresti, che il comunismo è una delle tante correnti, estremamente minoritaria presente in esso, ma tu che ragioni come Del Debbio che ne vuoi sapere? AIUTO L'ARMATA ROSSA!!]), lascio che la dittatura in cui siamo faccia il suo corso benedicendo questa stupida riforma [stupida?]... e che i miei suddetti colleghi la prendano sonoramente in quel posto, o impazzisco denunciando lo schifoso qualunquismo [avevo notato un briciolo di stronzate ma non pensavo fosse pazzia] e le buone parole di cui vi riempite la bocca tutti quanti [buone parole?]? Così facendo, naturalmente, dovrò scegliere i miei valori cristiani e di uguaglianza sociale isolandomi dalla "cristianità" della mia stessa "società democratica" [hai un dibattito interiore? sanfrancescanesimo vs chiesa cattolica?]. Potrei scegliere questa terza opzione sì, è quella per cui sono più favorevole [tenete di conto di questa dichiarazione, perché il nostro la smentirà poche righe dopo], allora dovrei denunciare l'ipocrisia di tutti gli studenti [aridaje, ma te sei come i preti che parlano di scopà e non l'hanno mai fatto. Anzi almeno loro ogni tanto lo fanno!!], di voi pseudogiornalisti e pseudolettori [fa figo usa pseudo vè?], della politica tutta, del governo ecc.
Ho dimenticato una quarta soluzione possibile, che poi è quella che alla fine della storia io ho scelto: rimango in silenzio, quel silenzio che molti di voi non conoscono [ma manco te se scrivi sti papiri], mi prendo le mie responsabilità e smetto di essere un uomo qualunque come voi [come noi?]. Ecco come il nostro glorioso bel Paese di menti illuminate costringe a vivere un uomo libero che crede "DAVVERO" nel bisogno di un'uguaglianza tra gli uomini. Buona continuazione, buona protesta e buona scrittura.

J

Anonimo ha detto...

"Odio gli indifferenti, perchè mi da noia il loro piagnisteo di eterni innocenti..." Gramsci.

serena

Anonimo ha detto...

Ciao, sono l'inculato. Vedo che le mie volontarie provocazioni sono state accolte esattamente come mi aspettavo e la volontaria arroganza del mio papiro ora si può specchiare in quella delle risposte che mi avete dato. Una delle tante amarezze che vanno a inasprire il mio "dibattito interiore". Ma più che lanciare nuove provocazioni mi interessa chiarire ciò che evidentemente la rabbia di cui ero preda ieri di fronte ad un'ingiustizia subita ha velato con offese alla vostra intelligenza (e per queste offese mi scuso). Cercherò di farlo rispondendo punto per punto alle critiche di J. Mi occuperò prima di quelle che ritengo meno importanti ai fini del dibattito e alla fine di quelle che possano chiarire ciò che avevo da dire. J cercherò di non farti innervosire più:
-[quanto ci piace usare espressioni senza senso]= oddio una critica sulla frase di apertura del mio papiro proprio non me l'aspettavo, cosa non è chiaro? Concordo col fatto che sia una frase retoricamente gratuita, ma ti assicuro che non voleva essere nè arrogante nè presuntuosa, almeno questa no! Di frasi scontate ne scriviamo tutti, non concordi? Ne leggo tante in giro (sono vago, visto che bravo?) Stupidaggine, andiamo avanti.
-[sono ovviamente direzionate politicamente, se solo tu conoscessi l'uso dei termini, capiresti una protesta contro una legge o è politica o non è. Forse ti confondi con le cene del Rotary]= certo che una protesta è politica, ma vorrei sapere da voi giornalisti (vi restituisco scusandomi il vostro status) qual è la percentuale dei manifestanti che sono consapevoli di questo e quanto alcuni di quelli che fanno parte di questa percentuale marcino sull'ingenuità degli altri. Bella la battuta del Rotary, ottima per ricevere le pacche degli amici, ma niente che abbia a che fare con me.
-[paura di essere riconosciuto per quello che sei? meglio colorati che trasparenti]= è una tua opinione certamente. Hai indovinato però, la paura c'è. Non quella di essere riconosciuti come trasparenti, ma di essere dipinti come militanti di AU, come commensali del Rotary, come Paolo Del Debbio, ecc., ecc. Eppure te l'avevo chiesto espressamente!
-[vedo che entri nel merito della protesta! non è il diritto di manifestare dissenso il punto nodale ma quello di opporsi ad una legge liberticida e antidemocratica]= esprimere dissenso verso la legge liberticida ed antidemocratica sì; cos'è che non è chiaro di ciò che la parola dissenso dava per scontato? Sono d'accordo con te sulla legge, ma non credo di essere io a non aver colto il punto della protesta. Perdonami ma sei tu che forse non hai colto il punto di ciò che ho scritto. Avrei dovuto scrivere "dissenso verso la legge", forse ti avrei risparmiato qualche arrovellamento in più.
-[200 anni? ma come li prendi i tempi tu? o sono 150 o neanche 100, dipende quale punto di partenza prendi, ma probabilmente anche qui ci riempiamo la bocca dei soliti luoghi comuni, perché se tu fossi mai entrato nel movimento capiresti, che il comunismo è una delle tante correnti, estremamente minoritaria presente in esso, ma tu che ragioni come Del Debbio che ne vuoi sapere? AIUTO L'ARMATA ROSSA!!]= ho sbagliato, ho lasciato per strada uno 0, voleva essere 2000 anni. Fai parte del movimento quindi posso farti una domanda: non credi che il comunismo abbia un'origine un po' più lontana? Le idee di un certo Gesù Cristo (naturalmente nulla a che fare con la Chiesa)? Ma questo sarebbe un altro dibattito e altri papiri.
- [buone parole?] E qui proprio non riesco a stare zitto. Ripeto, tutti scriviamo cazzate, guarda tutte quelle che sto scrivendo in questi giorni! Ma mi sembra che ci sia chi lo faccia con leggerezza e chi lo faccia con troppa leggerezza. Vuoi forse farmi capire che secondo te articoli come questo che ho commentato siano del tutto privi di buone parole, luoghi comuni e buonismo diffuso e generalizzato? Se fosse così dovrei rimettere in discussione tutta la stima che ho delle tue critiche verso il mio papiro. E poi... perchè permettete di inserire commenti se non si può che essere d'accordo con un articolo? Se vedo gli altri commenti sembrano fatti dai discepoli intorno a Gesù, permettetemi di fare il Giuda.
-[aridaje, ma te sei come i preti che parlano di scopà e non l'hanno mai fatto. Anzi almeno loro ogni tanto lo fanno!!]= mi stai chiedendo di svendermi e farmi raccomandare come fanno molte persone e rimanere in silenzio di fronte alla loro spocchia quando poi vengono a darmi lezioni? Non credo sia un'idea accattivante, credo che dovrebbe essere un'idea da militante AU.
- [fa figo usa pseudo vè?]= che ti posso dire. Era una provocazione, fa figo perchè è una provocazione, ho certamente esagerato. Non metto in discussione chi si da da fare e si spacca il culo. Critico chi lo fa ed avrebbe molte, tante cose su cui riflettere prima di farlo.
-[ma manco te se scrivi sti papiri]= è vero. E' una contraddizione avere uno sfogo e partecipare ad un dibattito dicendo di essere persone che non si espongono e che stanno in silenzio. Ma non è anche una contraddizione additare il silenzioso perchè non si espone e poi criticarlo perchè l'ha fatto?

Mi scuso di aver creato il panico e di aver intasato il vostro spazio dei commenti, vengo al punto:
-[quindi la protesta in toto è falsata? che voli pindarici][bella costruzione della frase, ma che c'entra? o forse stai portando avanti, senza colorarti, ovviamente, la posizione di AU dove si riporta la collusione fra Baroni e studenti? no sai perché fra le righe si legge così, ma tu non sei pilotato vero?] [se tu ti fossi mai sporcato le mani a seguire questo movimento vedresti che c'è ben poco di ipocrita ma ci sono ragazzi, che senza rinunciare a studiare e lavorare si fanno il culo dalla mattina alla sera, ma forse AU non ti permette di partecipare]= Eccoci qua. Comincio dicendovi chi sono io. Non faccio parte di AU, non sono un "comunista", non sono un "fascista", non sono un "concorrente", non sono un "nemico" e soprattutto non sono Paolo Del Debbio. Sono una persona molto tranquilla che cerca di pensare con la propria testa e che pensa di non doversi giustificare per aver dato un parere contrastante su un argomento. E' partita invece la solita caccia alle streghe. Questo dovrebbe far pensare un po' tutti. Veniamo all'argomento. Quello che ho scritto significa: sono assolutamente contento del movimento che si è creato, sono contro la legge del governo, sono colpevolmente immobile e felice quando vedo che qualcuno si incazza contro qualcosa di ingiusto (dai tagli all'istruzione, al lodo Alfano, alla tv che offusca le nostre menti, a tutto ciò che frena la nostra libertà, a tutto ciò che riguarda l'Italia insomma). Proprio per questo motivo non riesco a capire perchè si permette di far montare (e si contribuisce a montare) la solita festa mediatica alla delitto di Cogne intorno ad una protesta per una cosa che futile non è, ma certamente è molto meno grave di ciò che ho visto ieri e che da decenni si perpetua in Italia. Va bene l'"Onda" di protesta, ma perchè non si coglie la palla al balzo per annientare tutto lo schifo che c'è nelle nostre università e nelle nostre scuole da prima che la Gelmini nascesse? Quando succederà sarò pronto a colorarmi anch'io. Finchè in questa protesta ci saranno maestri di vita che urlano i propri slogan e poi si comportano in maniera del tutto opposta nel quotidiano permettetemi di non essere d'accordo, di essere trasparente e di essere anche mortificato. A mio avviso vi siete scaldati parecchio per il parere di qualcuno che sente questi problemi sicuramente quanto (se non più) di voi, potreste soprendervi in futuro.

p.s. Per Serena: ["Odio gli indifferenti, perchè mi da noia il loro piagnisteo di eterni innocenti..." Gramsci.]. Cazzo sei riuscita a beccare la frase più antidemocratica che possa aver detto Gramsci. In ogni caso, io ho scritto proprio perchè grazie a me (e non a Dio!) ritengo di aver costruito una mia dignità, fondamentale per poter esprimere dissenso senza scadere nell'incoerenza. Non credo sia indifferenza.