lunedì 9 giugno 2008

Yes, he can: Obama entra nella storia



di Valeria Mencarelli

Ci sono voluti mesi di campagna elettorale senza pause, ma alla fine Obama ha ottenuto quel che voleva: sarà il primo candidato afroamericano alla Casa Bianca. Dopo aver raggiunto il quorum di candidati per la convention di Agosto, ed aver ottenuto l’appoggio dei supercandidati che ancora non si erano espressi, il senatore dell’Illinois, in un discorso che esaltava la sua rara capacità retorica, ha annunciato la vittoria ai danni della sconfitta Hillary Clinton.


Ma è proprio lei a non far dormire ancora sonni tranquilli a Obama. Non solo ha fatto passare qualche giorno per annunciare il suo ritiro dalla corsa alla nomination, ma ha anche dichiarato la sospensione della sua campagna, invece della fine, così da poter andare avanti nella raccolta fondi. Sarà questa la vera sfida della Clinton ora, considerando che i debiti accumulati ammontano a circa 30 milioni di euro.

Verso l’unione del partito

Lo stesso Obama si è detto disposto ad aiutare l’ex rivale con un sostegno economico di circa 12 milioni, ma non solo. Pur non essendo arrivata alcuna proposta ufficiale, il senatore nero ha affermato che la Clinton “sarebbe un ottimo vice per chiunque”, riaprendo così la possibilità di un ticket Obama-Clinton che riunificherebbe il partito e consegnerebbe, con molta probabilità, la Casa Bianca ai democratici, dati i consensi di cui la senatrice gode presso la classe media. Lei, da parte sua, non assume alcuna posizione definitiva al riguardo: ma tra smentite e timide affermazioni, nel suo discorso di chiusura a Washington sposa lo slogan del suo rivale e ne elogia le qualità che lo hanno reso popolare, pregando finalmente la sua parte di elettorato di condurlo alla vittoria delle presidenziali.

La polemica con McCain

Ma i problemi di Obama non sono solo questi: il candidato repubblicano McCain non perde occasione per polemizzare sul fronte della politica estera, accusandolo di essere un politico debole e di cercare compromessi con i terroristi, e per metterlo in cattiva luce imputandolo come il candidato favorito di Hamas. Si preannuncia una campagna presidenziale sulla falsariga di quella appena conclusa: i colpi di scena non mancheranno.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Partiamo dal presupposto che anch'io spero vinca obama e che i democratici sono un pochino meglio dei repubblicani. Ma io sinceramente non so cosa pensa Obama su:
- Guerra Iraq e Afghanistan e di conseguenza guerra al terrorismo
- Cuba (mi interessa molto), ma anche Venezuela

Insomma sarà davvero un cambio o sarà solo un nuovo bush tinto di nero?
(se fra le righe non se leggesse, voglio un nuovo pezzo dall'americanista)

J

Anonimo ha detto...

Arriveranno chiarimenti precisi su tutti i temi che si affronteranno nella campagna presidenziale, politica estera, sanità, immigrazione e tutto il resto, con debito confronto fra i leader dei due partiti.

Valeria

Anonimo ha detto...

non ne dubitavo. li aspetto
J

Matteo ha detto...

Piuttosto continua il leccaculismo verso israele.. il che mi fa pensare che non ci sarà mai, nemmeno con Obama, una risoluzione al problema mediorientale..