martedì 6 maggio 2008

Lega Araba su Calderoli: una querelle troppo grande?


di Gianni Galleri

La Lega Araba ha espresso le sue perplessità alla candidatura di Calderoli come ministro del nuovo Governo Berlusconi. Questo ha scatenato un putiferio sia politico che mediatico. Ma dall'altra parte del Mediterraneo hanno davvero emanato un editto duro e incontrovertibile contro l'odontoiatra leghista? A vedere i principali newsmedia arabi si direbbe di no.

Al Jazeera e Al Arabiya si dimenticano di noi
Inserendo il nome di Calderoli nel motore di ricerca del sito Al Jazeera (versione inglese) non si ottiene il collegamento a nessun articolo recente. Il primo della lista è datato 25 Gennaio. Nessuno scandalo, nessun riferimento alle parole della Lega Araba. Non c'è traccia delle proteste sul sito del più importante canale di informazione di tutta la comunità araba.
Al Arabiya, la storica antagonista di Al Jazeera, dedica recentemente al politco leghista ben due righe e mezzo, ma solo in riferimento alla tristemente famosa vicenda della maglietta con le vignette. Si aggiunga inoltre che il nome di Calderoli compare solo nel contesto pù ampio di un pezzo su un recente studio statistico che individua la principale paura della popolazione italiana nell'immigrazione islamica.

La situazione cambia in maniera sensibile se si osserva l'informazione di casa nostra. I due principali quotidiani telematici italiani, Repubblica.it e Corriere.it, dedicano ben più di un articolo alla vicenda della presunta ingerenza della Lega Araba nella politica interna italiana. L'importanza dedicata alla vicenda è piuttosto diversa. Il fatto, ritenuto molto significativo sui nostri media, viene snobbato completamente da quelli arabi. Un trattamento talmente schizzofrenico da far sorgere più di qualche interrogativo.

Ci sono partiti e partiti
Una considerazione di carattere politico per concludere. L'Italia in quanto Paese dell'Unione Europea, in quanto Paese della Nato e in quanto Paese impegnato nella guerra al terrore definisce Hamas e Hezbollah come due formazioni terroriste, invitando i governi del Libano e soprattutto della Palestina (con sanzioni e non semplicemente con richiami) a non fare sedere i rappresentanti dei due partiti nei rispettivi parlamenti. Sembra che la reciprocità in questi casi non sia considerata fra i valori più importanti.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Anche se è una persona che non merita il posto come *eventuale ministro* i nostri affari ci riguardano...Ministro o meno che sia,il passato è passato (l'incidente) della sua *simpatica* maglietta satirica è più di 2 anni fa.Magari le reti arabe minimizzano e chi ha alzato il polverone è il lider libanese che ha trovato una scusa per vendicarsi dei crimini di guerra in libano da parte degli italiani...